My very “best of 2018” in music

E siamo arrivati alla fine di un altro anno, e quindi a un’altra classifica dei miei dischi preferiti di cui, francamente, nessuno sentiva il bisogno: pur tuttavia, le tradizioni vanno rispettate, e quindi eccoci qua con qualche titolo che ha saputo rendere più interessante quest’annata, e sul quale voglio spendere qualche parolina buona (specialmente a vantaggio di chi se lo … Continua a leggere

Dell’inestricabile dissidio tra immaginazione, verità e vita: “Il Maestro e Margherita” a teatro

L’amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpì subito entrambi. Così colpisce il fulmine, così colpisce un coltello a serramanico! Il Maestro e Margherita, opus magnum di Michail Bulgakov, è da sempre uno dei miei testi letterari preferiti: frutto di travagliate riscritture nel decennio che va dalla fine … Continua a leggere

La bellezza nell’occhio di chi guarda: “The Neon Demon”, di Nicolas Winding Refn (2016)

Si può vedere The Neon Demon come manifesto programmatico di un’estetica: fin dai titoli di testa, Nicolas Winding Refn costruisce un filo rosso, il filo conduttore che terrà assieme le immagini per le quasi due ore di proiezione, proponendo una successione di pannelli illuminati da lampade a fluorescenza colorate su cui si stagliano i credits. The Neon Demon come cinema … Continua a leggere

Un corpo fragile come vetro: “First Man”, di Damien Chazelle (2018)

Il vero protagonista di First Man, opera di Damien Chazelle tratta dalla biografia di Neil Armstrong scritta da James R. Hansen, è un vetro: un vetro sottile, una presenza che è insieme un’assenza, una barriera quasi impercettibile ma sempre presente. È il vetro della sala nella quale il primo uomo sulla Luna, tenuto in quarantena al rientro dal più incredibile … Continua a leggere

Il trionfo del Cinema: “L’Atalante”, di Jean Vigo (1934)

Jean Vigo è un nome che, pronunciato oggi, appare ad un cinefilo quasi come un sinonimo della parola Cinema: ma le cose non sono sempre andate così. Vigo scomparve prematuramente all’età di soli 29 anni per l’aggravarsi della sua tubercolosi: le condizioni di salute del cineasta precipitarono nel 1933 anche a causa delle riprese condotte sui canali fluviali attorno a … Continua a leggere

Di luoghi e cammini: “5”, nuovo album dei Werner

Se la memoria non m’inganna, prima d’ora non ho mai scritto a proposito di un disco ancora non uscito: inutile dire che mi riempie d’orgoglio pensare che i Werner abbiano scelto proprio me per questo ascolto preliminare del loro nuovo lavoro. Per chi frequenta queste pagine, il moniker Werner non è certo una novità: la band pistoiese dipinge musica di … Continua a leggere

My very “best of 2017” in music

Fine anno, tempo degli ormai consueti bilanci. Dal 2014, questa rubrica è diventata un appuntamento immancabile, e anzi, in questo 2017, quasi l’unico appuntamento. Purtroppo il tempo da dedicare alla scrittura si assottiglia sempre più, complici il lavoro, gli impegni, la vita quotidiana; e però, alla mia personale classifica della miglior musica ascoltata in questi 365 giorni non voglio rinunciare, … Continua a leggere

Sentieri nel ghiaccio: “Way To The Ice”, il nuovo album dei Werner

Nel 1974 Werner Herzog, autore cinematografico capofila del Nuovo Cinema Tedesco (assieme a Wenders, Fassbinder e molti altri, che conoscerete senz’altro se siete frequentatori assidui di questo blog), intraprende un curioso (e apparentemente insensato) viaggio a piedi da Monaco di Baviera, dove risiede, a Parigi, dove la studiosa di cinema Lotte H. Eisner, che tanto si spese per il giovane … Continua a leggere

My very “best of 2016” in music

Come ormai tradizione, anche quest’anno non potrete esimervi dal beccarvi la lista dei miei album preferiti negli ultimi 365 giorni. Gettando uno sguardo al passato, noto che il numero di quelli che eleggo a “miei dischi dell’anno” è andato sempre aumentando, e il listone di quest’anno prevede ben 10 titoli (più 1 a parte, che menzionerò più per la delusione … Continua a leggere

Considera l’aragosta: “The Lobster”, di Y. Lanthimos (2015)

Schizofrenie della distribuzione cinematografica all’italiana (delle quali a lungo si è discusso, su questo blog): il film vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes che appare in cartellone per un giorno soltanto, almeno nella mia città. Questa volta il caso (la fortuna?) ha voluto che riuscissi a beccarlo al volo, e si sa com’è: le occasioni diventano sempre … Continua a leggere