Sentieri nel ghiaccio: “Way To The Ice”, il nuovo album dei Werner

Nel 1974 Werner Herzog, autore cinematografico capofila del Nuovo Cinema Tedesco (assieme a Wenders, Fassbinder e molti altri, che conoscerete senz’altro se siete frequentatori assidui di questo blog), intraprende un curioso (e apparentemente insensato) viaggio a piedi da Monaco di Baviera, dove risiede, a Parigi, dove la studiosa di cinema Lotte H. Eisner, che tanto si spese per il giovane … Continua a leggere

My very “best of 2016” in music

Come ormai tradizione, anche quest’anno non potrete esimervi dal beccarvi la lista dei miei album preferiti negli ultimi 365 giorni. Gettando uno sguardo al passato, noto che il numero di quelli che eleggo a “miei dischi dell’anno” è andato sempre aumentando, e il listone di quest’anno prevede ben 10 titoli (più 1 a parte, che menzionerò più per la delusione … Continua a leggere

Considera l’aragosta: “The Lobster”, di Y. Lanthimos (2015)

Schizofrenie della distribuzione cinematografica all’italiana (delle quali a lungo si è discusso, su questo blog): il film vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes che appare in cartellone per un giorno soltanto, almeno nella mia città. Questa volta il caso (la fortuna?) ha voluto che riuscissi a beccarlo al volo, e si sa com’è: le occasioni diventano sempre … Continua a leggere

My very “best of 2015” in music: Parte Tre

E veniamo, per concludere con questa odissea, al resoconto semiserio di tre live cui ho avuto la fortuna di partecipare quest’anno. Avrei potuto includere nel conto anche tutta una serie di altre esibizioni dal vivo che ho incrociato qua e là nel mio (scarso) vagabondaggio a giro per lo stivale e non solo, ma tant’è. Meglio non cercare di apparire … Continua a leggere

My very “best of 2015” in music: Parte Due

Parte due di tre: perché questo résumé di fine anno non sarebbe che parziale senza ricordare anche tutto il resto, tutta l’altra musica, quella magari vecchia, dimenticata o riscoperta, quella incontrata in ritardo (al solito) e anche quella che c’è sempre stata e a volte ritorna. E quindi, eccoci qua con questa nuova, breve (mah…) lista in rigoroso disordine sparso. … Continua a leggere

My very “best of 2015” in music: Parte Uno

E anche questo 2015 giunge al termine: un’annata niente male, a dire il vero, con un sacco di bella musica e grandi concerti. Dal momento che tendo a diventare sempre più pigro e ad avere sempre meno tempo per questo blog, dopo essermi ripromesso per mesi di scrivere post sulla musica che mi ha accompagnato durante questo anno, e sui … Continua a leggere

La cognizione del dolore: “Mia Madre”, di Nanni Moretti (2015)

A quattro anni circa da Habemus Papam giunge l’ultima fatica cinematografica di Nanni Moretti, Mia Madre, dodicesima della sua carriera, e presentata in concorso a Cannes nella “folta” truppa italiana, che comprende anche i nuovi film di Matteo Garrone (Il Racconto dei Racconti) e Paolo Sorrentino (Youth, per il quale personalmente nutro un po’ più di curiosità rispetto all’altro). Chissà, … Continua a leggere

Il viaggio, la memoria, la parola, l’amore: “Paris, Texas”, di Wim Wenders (1984)

Tra il 1977 e il 1982, forte del successo de L’Amico Americano, Wim Wenders compie il grande salto: con il supporto di Francis Ford Coppola, inizia a girare il suo primo film completamente prodotto negli States. Il film in questione, Hammett, è ispirato a un episodio realmente accaduto nella vita del detective e scrittore di gialli Dashiell Hammett: Wenders lavora … Continua a leggere

Il lungo addio incontra Thomas Pynchon: “Vizio di Forma”, di Paul Thomas Anderson (2014)

“Ai vecchi tempi, Shasta poteva passare settimane senza far niente di più complicato di una smorfietta. Ora gli stava sciorinando davanti una complicata combinazione di segnali facciali che Doc proprio non riusciva a interpretare. Forse roba imparata a scuola di recitazione.” (Vizio di Forma, Thomas Pynchon, trad. it. Massimo Bocchiola, ed. Einaudi) C’è una sequenza di Vizio di forma, il … Continua a leggere

Volere Volare: “Birdman (o L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)” di Alejandro González Iñárritu (2014).

Signore e signori, questo prologo non è dell’autore. Certo egli si meraviglierà nell’udirmi. La tragedia di cui ci ha affidato le parti ha uno svolgimento assai delicato. Vi chiederò pertanto di aspettare la fine per pronunciarvi nel caso non foste soddisfatti del nostro lavoro. Ecco la ragione della mia richiesta; lavoriamo molto in alto e senza rete di soccorso. Il … Continua a leggere