Esce "La Metafisica Degli Alberi", il nostro terzo album

Metafisica? Che metafisica hanno quegli alberi?
Quella di essere verdi e chiomati e di avere rami
E quella di dare frutti al momento giusto, cosa che non ci fa pensare,
noi che non sappiamo accorgercene.
Ma quale metafisica meglio della loro,
che è quella di non sapere perché vivono
né sapere che non lo sanno?

(Fernando Pessoa, da “Il Guardiano di Greggi” di Alberto Caeiro)


Quando abbiamo deciso che Il Perfezionamento Dello Spreco avrebbe avuto un seguito, il titolo di questo seguito c’era già: l’avevo scovato una sera d’estate in libreria, scartabellando tra testi su Pollock (del genere “arte for dummies”, ad essere onesti fino in fondo) e raccolte poetiche di Fernando Pessoa. La Metafisica Degli Alberi, dunque: ma perché? Perché è un disco diverso dai precedenti, perché lo consideriamo una sorta di concept album incentrato sull’idea spinoziana delle “passioni tristi”, quelle che sole sembrano essere le passioni nella nostra epoca, sulla solitudine e sulla città, perché è un disco politico ed esplicito ma cerca di esserlo in maniera differente rispetto al suo predecessore. Per un gruppo che, come il nostro, ha scelto di definirsi “laboratorio”, la dimensione della sperimentazione è essenziale: una volta ottenuto qualcosa di buono (e nel nostro piccolo Il Perfezionamento Dello Spreco lo è stato), l’unica cosa che resta da fare è continuare. Continuare a provare, mescolare, stravolgere, cercare nuove direzioni, senza paura di distruggere qualcosa o di perdere quanto sin qui è stato fatto di bello. Alla fine sono talmente tante le cose che abbiamo cercato di concentrare in questo lavoro (e nel periodo che abbiamo trascorso a scrivere, suonare, registrare, perfezionare, rifare, rifare e ricominciare) che mi sembra sciocco fare un elenco, elenco che sarebbe comunque solo approssimativo: mi piacerebbe dire che ci hanno guidato le pennellate e i dripping di Jackson Pollock, o i tagli sulle tele di Lucio Fontana, o ispirazioni che vanno dai Radiohead all’elettronica glitch, dalle colonne sonore di Angelo Badalamenti alla musica un po’ orientaleggiante al jazz, da Pasolini al dadaismo a Mondrian a Rilke fino a chiudere il cerchio proprio con Pessoa… ma a cosa servirebbe? Al termine di questo elenco, restano solo tante parole accozzate un po’ a caso. Quello che è vero è che abbiamo cercato di cambiare, di evolvere, di cercare nuove strade e tracciare nuove direzioni, e, per una volta, piuttosto che giungere ad una meta, abbiamo tentato disperatamente di perderci un po’. Ne nasce un disco che è, di nuovo, in due versioni, singola e doppia: la versione singola contiene il lavoro vero e proprio, il “concetto” così come volevamo esprimerlo, dieci brani per poco più di quaranta minuti di musica; la versione doppia, oltre al dischetto succitato, contiene un disco bonus con cinque tracce ulteriori, cinque esperimenti un tantino più radicali, nella speranza di offrire un’ulteriore mezz’ora non convenzionale. Dietro tutto questo non c’è, vi prego di crederlo, la mera voglia di stupire: c’è la voglia di dire, la voglia di riscoprire un altro senso della parola Arte, quello che oggi accantoniamo più spesso, la voglia, come sempre, di coinvolgere chi si trovi tra le mani il dischetto strappandolo dalla passività del rapporto “musicista- ascoltatore” cui ogni giorno la rete commerciale che avvolge la musica sembra costringerci. Io non so voi come la vediate, ma personalmente quando mi avvicino all’Arte spero che essa mi indichi qualcosa di nuovo, di diverso, mi apra una strada e mi faccia sentire meno solo: questa è la sola cosa che speriamo La Metafisica Degli Alberi riesca, almeno una volta su un milione, a fare, pur con tutti i limiti di una registrazione, un mixaggio e quant’altro all’insegna dell’artigianalità più totale, oppure facendosi forte proprio di questo suo essere orgogliosamente lo– fi, che per noi significa la libertà di fare quel che ci pare e piace, e per voi… pure! Tra virgolette, abbiamo deciso di dare una forma e un’immagine alla nostra “sala di registrazione” (la trovate qui accanto), ironicamente ribattezzata Eos rec. lo scorso anno da Alessio, come fosse una qualche casa di produzione: non lo è, non nel senso canonico del termine, almeno, forse non ancora, per quanto da questo punto di vista abbiamo in programma una serie di collaborazioni con altri artisti della nostra zona, ma è un po’ casa nostra… e poi l’elefantino ci stava benone! Nel lasciarvi col nostro secondo video (che trovate anche più sotto), e con questo nuovo lavoro, ci sentiamo pertanto di rinnovare l’augurio fatto ai tempi de Il Perfezionamento Dello Spreco: che voi possiate ruminare a lungo su questa musica, anche se sappiamo bene come l’atto del ruminare non si adatti più di tanto all’uomo moderno. Quindi, ruminate ruminate ruminate: e per noi sarà già un successo.

Potete richiedere il cd (singolo o doppio) all’indirizzo mail [email protected] Qui e qui trovate invece i video dei primi due singoli estratti da "La Metafisica Degli Alberi". Buona lettura e, soprattutto, buon ascolto!

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