My very “best of 2015” in music: Parte Uno

E anche questo 2015 giunge al termine: un’annata niente male, a dire il vero, con un sacco di bella musica e grandi concerti. Dal momento che tendo a diventare sempre più pigro e ad avere sempre meno tempo per questo blog, dopo essermi ripromesso per mesi di scrivere post sulla musica che mi ha accompagnato durante questo anno, e sui … Continua a leggere

La cognizione del dolore: “Mia Madre”, di Nanni Moretti (2015)

A quattro anni circa da Habemus Papam giunge l’ultima fatica cinematografica di Nanni Moretti, Mia Madre, dodicesima della sua carriera, e presentata in concorso a Cannes nella “folta” truppa italiana, che comprende anche i nuovi film di Matteo Garrone (Il Racconto dei Racconti) e Paolo Sorrentino (Youth, per il quale personalmente nutro un po’ più di curiosità rispetto all’altro). Chissà, … Continua a leggere

Il viaggio, la memoria, la parola, l’amore: “Paris, Texas”, di Wim Wenders (1984)

Tra il 1977 e il 1982, forte del successo de L’Amico Americano, Wim Wenders compie il grande salto: con il supporto di Francis Ford Coppola, inizia a girare il suo primo film completamente prodotto negli States. Il film in questione, Hammett, è ispirato a un episodio realmente accaduto nella vita del detective e scrittore di gialli Dashiell Hammett: Wenders lavora … Continua a leggere

Il lungo addio incontra Thomas Pynchon: “Vizio di Forma”, di Paul Thomas Anderson (2014)

“Ai vecchi tempi, Shasta poteva passare settimane senza far niente di più complicato di una smorfietta. Ora gli stava sciorinando davanti una complicata combinazione di segnali facciali che Doc proprio non riusciva a interpretare. Forse roba imparata a scuola di recitazione.” (Vizio di Forma, Thomas Pynchon, trad. it. Massimo Bocchiola, ed. Einaudi) C’è una sequenza di Vizio di forma, il … Continua a leggere

Volere Volare: “Birdman (o L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)” di Alejandro González Iñárritu (2014).

Signore e signori, questo prologo non è dell’autore. Certo egli si meraviglierà nell’udirmi. La tragedia di cui ci ha affidato le parti ha uno svolgimento assai delicato. Vi chiederò pertanto di aspettare la fine per pronunciarvi nel caso non foste soddisfatti del nostro lavoro. Ecco la ragione della mia richiesta; lavoriamo molto in alto e senza rete di soccorso. Il … Continua a leggere

La gag, il gioco e il sogno: “L’estate di Kikujiro”, di Takeshi Kitano (1999)

“Nel 1998, mentre moderavo un dibattito su “Hana-Bi” al Festival del Cinema di Rotterdam, alla presenza dello stesso Kitano, gli domandai quali fossero i suoi progetti a venire. La sua risposta suonava intrisa di un’impassibile ironia. Mi disse che era piuttosto stanco dei giornalisti e critici stranieri che ponevano sempre le solite domande sulla violenza nei suoi film, e che … Continua a leggere

Tornare a credere nell’uomo: “Jimmy’s Hall”, l’ultimo film di Ken Loach (2014)

“Sono sempre quelli i nemici: i padroni e i preti.” Jimmy’s Hall, ultima fatica di Ken Loach, presentato in concorso al Festival di Cannes del 2014, è un altro di quei film che, una volta usciti al cinema in questo nostro disastrato paese, bisogna rincorrere per non farseli scappare: ultimamente ne ho recensiti diversi, lo devo riconoscere, segno che la … Continua a leggere

Per il pane, le rose e un sacco di altre buone ragioni: “Pride”, di Matthew Warchus (2014)

Breve (ma necessaria) premessa: io ho un cuore tenero. Lo ammetto candidamente perché ritengo che, per chi condivide con me questa condizione, sia meglio essere preparato a quello che lo aspetta: questo film riserva diversi momenti di commozione pura, di trasporto emotivo molto forte. E badate bene, non si tratta di retorica, o sentimentalismo usa e getta: si tratta di … Continua a leggere

“The Imitation Game” (2014): Alan Turing, il codice Enigma e il potere dei segreti

“Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare.” Immaginate di essere un interrogatore, una persona (non importa quale sia il suo sesso) impegnata in un gioco: vi indicherò come C. Avete di fronte, senza poter entrare in contatto diretto con loro, due altre persone, una di sesso maschile e … Continua a leggere

“Down Below On Your Own”, il secondo album dei Werner

Giungo in ritardo, come mi capita sempre più spesso: ma, fortunatamente, non sempre è importante il momento in cui si arriva a certi incontri, momento inteso come tempo fisico lungo l’apparentemente infinita e immota scala dei tempi; conta di più il tempo interno, per così dire, la tua disposizione d’animo. Non mi sembra fuori luogo sottolineare quanto sia importante approcciare … Continua a leggere