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Benvenuti nel nostro meraviglioso paese!!/2

Mantengo il titolo del precedente post, magari ne faccio un marchio di fabbrica, così, per dare una mano a chi ad esempio decida di farsi un giretto in questo nostro paese e voglia capire come si viva qui… male, dico io. Ed ecco quindi l’ennesima conferma. Che dire? Sono ancora senza parole. Non voglio sembrare catastrofista, ma mi pare evidente che, se certe cose accadono, è perchè qualcuno crede, pensa, è convinto di poter essere legittimato a fare tutto ciò che vuole dal clima politico che si è instaurato nel post- elezioni. O magari è questo che si intende per "ordine pubblico da ristabilire": magari non potremo avere i soldati, ma ci saranno sempre gli squadristi!!!
Povera Italia. Spero che questi avvenimenti non vengano sottovalutati, come ormai sempre accade con le cose veramente scandalose che succedono in un paese nel quale la grande vergogna di un padre pregiudicato è avere un figlio gay, che come tale merita la morte. Non so se mi spiego: un padre pregiudicato che si sente ferito nell’onore e nell’orgoglio dall’avere un figlio gay. In questa situazione c’è una contraddizione logica o pare solo a me?
C’è un clima di esacerbata violenza, in quest’ultimo periodo, di aggressività nei confronti dell’altro, che non si spiega se non con l’incapacità di accettare quello che è diverso da noi. In effetti, perchè fare fatica per capire, migliorarsi, aprirsi quando una spranga, una mazza ferrata o un bel coltellaccio possono risolvere il problema molto più rapidamente e senza troppo stancarsi?
Bel paese di merda!

19 Risposte a “Benvenuti nel nostro meraviglioso paese!!/2”

  1. Condivido il tuo sdegno.

    Riguardo ai fatti del Pigneto (l’aggressione squadrista a dei negozi gestiti da immigrati) sembra che secondo le indagini non ci sia matrice politica: non so se politica, ma la matrice xenofoba e razzista c’è senz’altro comunque se davvero non ci sono matrici ideologiche è ancora peggio perchè significa che la violenza contro l’altro da sè è diventata una cosa normale, non c’è nemmeno più bisogno di “mascherarla” con le ideologie di estrema destra.

    Adriano Sofri si chiede retoricamente cosa sarebbe successo se il pirata della strada che ha ucciso due fidanzati a Roma fosse stato rumeno anzichè italiano..me lo chiedo anch’io e ho paura della risposta.

    Ciao, amico mio

    quentin84

  2. Guarda, condivido quello che scrivi (ovviamente): la mancanza di una matrice politica per i fatti del Pigneto fa ancora più paura, proprio per la violenza del fatto in sè e per la sua origine di tipo xenofobo (non certo meno grave di una origine politica… ma non è già politica anche parlare di xenofobia?). Purtroppo sembra di stare nel far west, per usare un modo di dire: ribadisco, evidentemente qualcosa in questo clima politico italiano lascia pensare alla gente di poter fare quello che vuole, di potersi fare giustizia da sola, di poter riempire di botte la gente agli angoli delle strade. Secondo me è arrivato il momento di preoccuparsi, nonostante si tenda a sminuire e sdrammatizzare.

    Ciao vecchio amico mio, come sempre grazie della visita! 🙂

  3. Tra l’altro spiluccavo proprio oggi “L’Unità”, e c’era un articolo di Lidia Ravera, la quale citava un articolo de “il Manifesto” che parlava proprio di fascismo, e di come il fascismo non sia più semplicemente un fatto “politico”, ma sia diventato (queste la parole del giornalista del “Manifesto”, riecheggiate dalla Ravera) un “senso comune” (ahinoi), un qualcosa di comunemente accettato. Chissà, magari è vero… non migliora il mio pessimismo, ma temo le cose stiano così.

  4. L’ho letto anch’io.

    Tra l’altro c’è anche un ironico e amaro articolo di Furio Colombo “Cronache della nuova Roma” in cui si ipotizza come potrà “evolvere” (!) la Roma di Alemanno.

    Mah..che ti devo dire: è l’aria dei tempi..i tempi che ci tocca vivere..ora ci tocca pure stare a sentire quelli (anche a sinistra) che dicono “La destra sì che ha capito il Paese”….già proprio un “meraviglioso Paese”!!

    Ciao ciao

    quentin84

  5. A me scandalizza di più che al giorno d’oggi sia negata la libertà d’espressione e che la reazione violenza sia rimasto l’unico mezzo per poter evitare che i propri diritti vengano calpestati.

    Gli studenti del La sapienza dovrebbero mettersi una buona volta a studiare, opure togliersi dai coglioni.

    Non ho molto in simpatia (questo) Papa, così come ho smesso da anni di dare adito alle idee spesso scriteriate di Forza Nuova (per quanto, in questo caso specifico, la ragione degli incontri programmati fosse più che legittima). Ma, sinceramente, vedere che poter parlare e volantinare sia prerogativa solo di uno schieramento politico mi dà il voltastomaco.

    Vado giù sempe con i piedi di piombo, perché tendo a non fidardmi mai dei giornalisti. Ma se le cose sono effettivamente andate così, in questo caso mi schiero apertamente con i ragazzi di Forza Nuova, la cui violenza fisica (indubbiamente sbagliata) è stata solamente una risposta a prevaricazioni che come al solito vengono tollerate, quando portano la bandiera di un determinato colore politico.

  6. Non voglio tornare su vecchie questioni, ma l’invito fatto al Papa a tenere una lectio magistralis in apertura di un anno accademico mi pareva chiaramente fuori luogo. Le università sono statali ma soprattutto dovrebbero essere laiche (CL permettendo), quindi non mi sembra logico invitare un ‘autorità religiosa (per quanto importante per alcuni) ad inaugurare un anno di lavoro in una struttura del genere. Le proteste hanno trasceso i limiti? Probabile. Ma per fortuna c’è ancora qualcuno che protesta per queste cose.

    Per quanto riguarda i nuovi fatti de “La Sapienza” (è davvero un serbatoio inesauribile…), non me la sento proprio di comprendere il gesto dei cari amici di Forza Nuova, ma soprattutto non comprendo questa tua frase, e ti assicuro che non è mia abitudine fare orecchi da mercante e che non lo sto affatto facendo:

    […]la cui violenza fisica (indubbiamente sbagliata) è stata solamente una risposta a prevaricazioni che come al solito vengono tollerate, quando portano la bandiera di un determinato colore politico[…]

    La violenza fisica, come giustamente la definisci “indubbiamente sbagliata”, secondo me ha avuto in questo caso uno spessore maggiore che non quello di “semplice risposta”, oltretutto a prevaricazioni che non si capisce bene quali siano. Non lo so, mi sembra che si stia parlando del solito discorso per cui in Italia c’è una specie di “dittatura culturale di estrema sinistra”… cosa che non ho mai avvertito, in tutta onestà. Che poi, parlare di un diritto di cittadinanza culturale concesso ad istanze di sola sinistra (estrema o non) sarebbe alquanto singolare in un paese nel quale un artista satirico ovviamente non allineato come Luttazzi non può stare in televisione, e così i Guzzanti; un paese nel quale si fanno graziose epurazioni di giornalisti (i vecchi casi Santoro e Biagi, ma quanti ce ne saranno ancora?) ad ogni rivolgimento politico (ma specialmente in occasione di qualcuno di questi); nel quale le case editrici più importanti sono tutte in mano all’Editore unico (del quale non farò il nome), personaggio non certo passibile di simpatie sinistrorse; nel quale la tv trasmette programmi proto-fascisti (nel senso di “mancanti di qualsivoglia luce spirituale”) come “Lucignolo” (anzi, nel quale la televisione trasmette il nulla)… magari si cerca di richiamare il vecchio argomento del “le università sono in mano alla sinistra”. Non saprei dire, nella mia esperienza di studente universitario a Firenze mi appare vero il contrario (senza voler fare vittimismo).

    Se poi vogliamo dire semplicemente che certe istanze non trovano adeguata comprensione, beh, allora parliamone. Credo che sia giusto fare incontri, convegni e parlare anche di drammi come quello delle foibe. Onestamente, se i personaggi che avviano questo “dibattito” sono quelli che vanno in giro con le mazze, le spranghe e le catene a picchiare la gente non so quanto possa essere fruttuoso il dialogo. La verità è che ogni volta che si tira fuori il ricordo del dramma delle foibe non lo si fa per pietà umana, per riconoscere un genocidio, ma semplicemente per dire che i comunisti erano come i nazisti, e le foibe come i campi di concentramento. Nessuno qui dentro rimpiange il comunismo, io almeno no, fidati. Però all’equazione di cui sopra non ci credo nemmeno un pò, ferma restando la mia ferma condanna per il carico di orrore e morte portato al mondo dai due regimi (quasi) in egual misura.

    Ciao! 🙂

  7. Io non faccio processi alle intenzioni. Avverto anch’io quella tua stessa sensazione, e cioè che la ragione che muove simili “convegni” non sia quella del ricordo, bensì quella della rivalsa, più politica che sociale. Quindi motivi tutt’altro che nobili. Al di la del fatto, comunque, che ciò, seppur minimamente, risponde all’omortoso e protratto silenzio dell’altra parte, quindi è comprensibilmente giustificabile, da un punto di vista etico, e tralsciando il fatto che ciò viene bene, a tutti noi, nella misura in cui ci fornisce un visione un po’ più a trecentosessanta gradi della Storia passata, non filtrata da un unico ed usurato setaccio….

    Comunque, condivido le tue perplessità riguardo alle eventuali intenzioni. ma, ribadisco, non è questo che ci interessa. Formalmente ciò è irrilevante.

    Si tollera che il pulmino di Stranamore viaggi sulla corsia di emergenza per non tardare a trasmettere il programma, mentre poi un simile attentato alla libera espressione si legittima: tu dici che non c’è stata prevaicazione. Può darsi. Io non ero lì per testimoniarti il contrario. ma secondo ‘articolo che hai riportato e secondo i fatti diffusamente trattati dai più disparati giornali dei più vari orientamenti politici del paese, sembrerebbe che i volantini affissi fossero stati coperti o rimossi, per sfregio e per ripicca.

    Per me è un gesto non meno grave di una sprangata., A dire il vero, nella mia ottica forse sbagliata, anzi, è un gesto molto più vile e anche molto meno leale.

    Poi, ragionando, concengo comunque che la violenza sia sempre sbagliata, per carità.

  8. Richmond, se per te prendere a sprangate qualcuno (che a quanto pare non aveva spranghe)) è più “leale” che strappare dei manifesti fascisti..non so proprio cosa dire..io questa ottica proprio non la capisco anzi sinceramente non voglio capirla.

    Quanto al silenzio “omertoso” sulle foibe..bè anch’io sono costretto a riprendere cose già dette, ma un silenzio a mio avviso ben più grave c’è stato sui crimini di guerra commessi dai fascisti italiani sopratutto in Etiopia e Jugoslavia: certo anche qui, come per le foibe, esistevano delle ricerche storiche, ma, chissà come mai, non hanno avuto grande risonanza rimanendo confinate nella cerchia degli studiosi.

    In tal modo l’opinione pubblica italiana ha continuato a crogiolarsi nella leggenda degli “italiani, brava gente” ignorando la vergogna del nostro “colonialismo straccione”, ma non meno feroce degli altri.

    quentin84

  9. Per carità, Rich, non voglio fare processi alle intenzioni di nessuno, come anche tu hai giustamente scritto trattasi di “sensazioni”, diciamo pure, per usare un linguaggio decisamente kitsch, “bad vibrations”. Tutto qui. Però è anche vero quello che dice quentin, e cioè che ad un colpevole silenzio se ne aggiungono altri, come quello sui crimini di guerra italiani (in particolar modo fascisti) commessi qua e là sul pianeta, anche se contrapponendo errori ad errori mi sembra tanto di farmi portavoce di quelle stesse motivazioni politiche che spingono verso certi comportamenti, quelli che stigmatizzavo nel mio precedente commento… a proposito, già che ci sono, uscendo dal seminato, consiglio il libro Italiani, brava gente?” di Angelo Del Boca, che appunto di questi fatti parla, gettando un pò di luce su questi fatti dimenticati dalla storia “ufficiale”.

    Per tornare a noi, ritengo incommensurabilmente più grave una sprangata, se non altro perchè è un modo di dire: “se non stai con me, ti sistemo come meriti”. Credo fermamente che non tutte le idee siano da difendere. La libertà di esprimerle sì, ma in modo adeguato ed in contesti di dialogo e rispetto reciproco (il contrario di quello che avevo la sensazione sarebbe successo): cedendo alla logica delle intimidazioni e delle sprangate ho la forte impressione che non si vada lontano.

    Però questa è solo la mia opinione e potrei anche sbagliarmi. Ma temo di no.

    Ciao, e ciao anche a quentin: ti sei dimenticato del mio compleanno!! 😉

  10. Ehm… scusate per le ripetizioni e i casini sintattici del commento precedente, in genere non mi succede ma vado un pò di fretta!

    Pardon!!

  11. Beh, fribadisco che la violena non è mai un modo giusto per far valere dei diritti. Però occorre avere la capacità di valutare davvero se moralmente sia più grave un livido o l’impossibilità di esprimere la propria idea. Io credo che siano gravi entrambi. Non mi appello, come è tipico del giorno d’oggi, alla forza dell’esteriorità, al gusto dell’enfasi fisica imperante nella nosttra epoca. La violenza non è solo fisica. Può avre forme che sono anche meno dirette e, per questo, anche più subdole.

    E’ bene non procedere con i paraocchi e non farne una questioen politica, certo, così come credo sia opportuno valutare con razionalità e con obiettività, per cui anche all’interno di una stesa manifestazione di violenza esistono forme e gradi più elevati rispetto ad altri. Non per nulla un omicidio efferato è ben più deprecabile di una sprangata o di un cazzotto. Così come la censura ottusa e violenta del ventennio era molto più deprecabile di qualche volantino strappato.

    Come vedete io cerco di ragionare con lamassima obiettività che mi sia possibile.

    Però conviene anche rapportare i pensieri ed i ragionamenti ai giorni nostri.

    In entram,bi i casi di violena si tratta. Sicuramente molto meno grave di altre violenze che si perpetrano attyualmente o che si sono in passato consumate nel Mondo, ma pur sempre di violenze si tratta.

    E sono dell’avviso che la violenza ideologica attuata dagli studenti della Sapienza, in questo caso, sia stata uguale a quella fisica che è comunque nata solo in rsposta ad essa.

    Wuentin, tu parli di volantini “fascisti”, facendo emergere il pericoloso pensiero diffuso, che come tali vadano eliminati, precludendo ogni possibilità di dialogo. Io pendo invece che, solo dopo la lettura dei loro contenuti, che nel caso specifico – ribadisco – mi sembra sia stata più che legittima, si può pensare di contestare. Le proteste e le rpevaricazioni operate perché così dev’essere, in virtù dell’odio atavico, mi infastidiscono non poco. Vanno bene allo stadio, dove vige la regola del campanilismo e dove la rivalità è un fattore subculturale e quasi basilare. Ma nella politica, che è alla base della sociologia e quindi della vita, direi proprio di no.

    Riguardo ai crimini di guerra che avete menzionato: non metto in dubbio che sia vero che su di essi sia pesato un olpevole silenzio, ma cerchiamo di ammettere che sul fascismo si è detto di tutto e di più, spesso anche ciò che non era vero, disconoscendo e rinnegando anche quel poco che di buono possa mai aver fatto, mentre di tutto ciò che appartiene (anche presuntuosamente: libertà e dignità umana sono valori che non hanno colore politico e non devono essere prerogativa di una fazione piuttosto che di un’altra) agli schieramenti di sinistra, invece, si è solo palato positivamente, trascurando gli errori e gli orrori che nel tempo sono stati commessi anche da quella parte.

    Odio distinguere fra buoni e cattivi.

    Sicuramente i fascisti si sono macchiati di crimini che sono incompatibili con i valori attuali che ho prima menzionato. Ma finiamola di pensare (o di indurre la gente a credere) che dall’altra parte siano tutti dei santerellini.

    Perché di porcate ne hanno fatte e stanno continuando a farne. E quel che è peggio godendo di un’impunità etica davvero indecente:

    provo a rigirare la questione: e se fossero stati quelli di Forza Nuova a strappare i volantini? Quali reazioni sarebbero venute fuori? Quali agomentazioni sarebbero scaturite per commentare quelle eventuali reazioni o anche solo il colpevole atteggiamento dei provocatori?

  12. Mah, Rich, io non faccio abitualmente distinzioni manichee tra buoni e cattivi, e mi sembra di esercitare la critica anche nei confronti della parte politica che sento più vicina. Detto ciò, dalla mia bocca non è mai uscito nulla che giustificasse i gulag, il terrorismo o qualunque altra cosa, quindi capirai se non mi sento molto coinvolto dal ragionamento. Per il resto credo che il bello siano proprio le divergenze di opinione, quando gestite in modo opportuno e nel contesto adeguato, e l’ho già detto numerose volte: questo non mi impedisce però di stabilire una scala di valori con la quale leggere i dati reali, e quindi di considerare magari “fascisti” certi volantini, qualora li abbia letti e giudicati tali. Quentin non ha bisogno di un avvocato ed io non sarò il suo, visto che peraltro gli avvocati non mi ispirano nemmeno molta simpatia.

    Detto ciò, continuo a non riuscire ad inquadrare il pestaggio squadrista avvenuto a “La Sapienza” in un’ottica di “prevedibile” (per quanto, come giustamente sottolinei, deprecabile) botta e risposta. Sarò limitato, ma non mi riesce.

    Ciao! 🙂

  13. Per quanto mi riguarda se degli studenti di sinistra avessero preso a sprangate dei giovani disarmati non avrei esitato a condannare il gesto.

    Sinceramente non ricordo di aver mai detto che i comunisti sono tutti “santarellini” comunque anch’io, come hias, mi rifiuto di equiparare i comunisti italiani a chi ha mandato ebrei e zingari a morire e a chi ha attivamente collaborato con gli autori di questo sterminio.

    Comunque su comunismo e fascismo abbiamo già discusso su Filmup e sai già come la penso e forse saprai già che non ti capisco quando dici che le prevaricazioni possono essere comprensibili (giustificabili?) solo allo stadio…quindi quando c’è di mezzo il pallone va bene picchiarsi?? come ti ho già detto il calcio non mi appassiona e il mondo ultras mi appassiona ancora meno, il tifo, il campanilismo non mi appartiene.

    Tu dici che sul fascismo si è detto tutto il male possibile…mah secondo me non se ne è ancora detto abbastanza visto che tanti italiani ignorano cosa è successo in Etiopia e in Jugoslavia durante l’occupazione nazifascista.

    Mi fanno ridere quando i vari Storace, Fini, Alemanno pensano di lavarsi la coscienza limitandosi a condannare le leggi razziali: quelle leggi sono forse il più vistoso e odioso crimine fascista (perchè colpiva dei cittadini italiani), ma non l’unico.

    Finchè non sentirò un signore del centrodestra condannare i massacri e le prevaricazioni del colonialismo italiano, finchè gli italiani non si vergogneranno di TUTTE le nefandezze del fascismo e non solo di alcune (ma io dubito che molti si vergognino pure di quelle) allora questa ideologia orrenda non sarò sconfitta e non è sconfitta se c’è gente anche ai più alti livelli in Italia che non esita a parlare degli zingari più o meno negli stessi termini in cui in altre epoche si parlava degli ebrei.

    Scusate se mi sono dilungato, ma sono argomenti che mi prendono sempre molto.

    quentin84

  14. in realtà richmond è solo in italia che l’uomo moderato (che non vuole dividere il mondo in buoni e cattivi e che cerca sempre il giusto mezzo) sente il bisogno di bilanciare un giudizio negativo verso chi ha violato dei diritti fondamentali, con il bene che cmq ha fatto tra una nefandezza e l’altra.

    altrove l’uomo medio non ha paura di sembrare radicale se afferma che chi ha negato la libertà in tutte le sue forme e i diritti umani non può essere riabilitato, né da vivo né da morto.

    con il non invidiabile risultato che usando il solo senso umano un uomo della strada inglese o francese o portoghese illetterato e senza nemmeno la curiosità di sapere come vada il mondo riesce a indignarsi di più e a dare una lezione morale a tanti italiani diplomati e laureati. su certe questioni un sì o un no decisi sono una questione di civiltà.

    è questo buonismo che rende il nostro qualunquismo particolarmente pericoloso, perchè lo rende inoffensivo. altrove riesce a fare massa critica, e attraverso i miracoli dell’opinione pubblica, contare, condizionare, seppure poco, e la storia ha qualche minima chance di non ripetersi.

    Tommaso

  15. Il mio intento, infatti, caro Tommaso, non è affatto tentare di difendere, elogiando quanto poco di buono possa mai aver fatto, chi ha prevaricato i diritti altrui.

    Ma, al contrario, far capire che chi condanna questi personaggi sposa ideologie che nel Mondo hanno condotto ai medesimi risultati.

    Al contrario, insomma, non voglio affatto far prevalere uno sterile campanilismo su un giudizio obiettivo. Per me tutto il mondo è Paese.

    E aggiungo che continuare sottilmente a negare il diritto alla libera espressione, alla libera circolazione, alla dignità umana (come non metto in dubbio che facciano i vari Fini, Bossi, Berlusconi…sono il primo a riconoscerlo, e lo ribadisco, qualora si cada nell’errore di reputare Richmond un “qualunquista che…pende dalla parte proprio della destra nazionale”) trincerandosi dietro ai valori della democrazia, come è stato fatto da parte dello stesso governo Prodi, mi pare un atteggiamento ancora più subdolo di chi lo fa apertamente.

    Questa democrazia non è uan democrazia. Solo questo volevo far notare. Quindi…tornando in tema: gli studenti della sapienza hanno fatto la loro solita (in)degna figura. Se avessero lasciato svolgere il “comizio” come ea moralmente giusto che fosse, legittimamente, eticamente….non si sarebbero macchiati della prevaricazione che hanno messo in atto e avrebbero anche dimostrato che, comunque, gli odiati rivali di fora nuova, come al solito, non avrebbero raccolto più di dieci persone. Perché, in fondo, questo è il nucleo di “fedeli” che questo movimento politico riesce a muovere, quando promuove qualche iniziativa.

    E invece, come al solito, non sanno comportarsi. E si sono rimediati qualche bastonata.

    Ma la coa grave è che nè il nastone, nè la carota può servire a redimere un ottuso dalla sua consapevole e dolosa ottusità.

    Purtroppo, molto spesso, a questi mali on c’è rimedio. Sia da una parte, che dall’altra.

  16. il problema del qualunquismo italiano è che in questo paese per qualsiasi cosa si fa una gara di scaltrezza. nessuno vuol fare la figura dello scemo, e usare il buon senso è squallido. e chi è più ottuso più straparla per colmare il gap.

    quasi sempre basta il senso umano per avere una buona bussola. il resto sono parole confuse e doppi fini.

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