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Consigli musicali ormai praticamente natalizi: "La Piena", album di debutto di Atterraggio Alieno

La Piena (Atterraggio Alieno)Questo disco è bellissimo. E questa non è una recensione. Una buona recensione richiede distacco critico in chi scrive. In questo caso, confesso di non esserne in grado. La Piena è un disco commovente, profondo, triste, ispirato, lucido. E’ bellissimo, anche se questo l’ho già detto. Conosco Francesco Falorni, colui che si nasconde dietro il progetto Atterraggio Alieno, e a suo tempo ebbi il privilegio di ascoltare il suo primo lavoro. Mi piacque, come mi piacciono altre cose. Nonostante una produzione fin troppo scarna e una registrazione al limite dell’amatoriale vi si poteva riconoscere un talento non comune e idee chiare. Sulla base di questo mi sono accostato al suo ultimo lavoro con la fiducia (e la speranza) di trovare qualcosa di più compiuto e più personale. E, invece, mi son trovato davanti ben altro. La Piena è un disco che mi ha commosso e toccato nel profondo senza che me ne accorgessi. Come pochi dischi nella mia vita. Come nessuno da qualche tempo a questa parte. Intriso di dolore sussurrato. Timido. Talvolta rilassante, sereno di una serenità che vacilla, spesso sul punto di cedere alla disperazione senza mai cadervi. Zeppo di melodie dalla opaca bellezza, discrete e introverse, che si insinuano senza imporsi. E che penetrano in profondità, con la capacità che hanno di aggirare le barriere dell’anima. Un po’ come quelle persone che senti di conoscere da sempre, alle quali ti apri totalmente senza alcuna prudenza e senza neanche accorgertene. La Piena è un disco incredibilmente fragile e incredibilmente umano, fatto di un chitarrismo essenziale eppure ricco di sfumature, poche note di piano e neanche mezza fuori posto, basso discreto e poco altro. E poi quel modo di cantare: come un Manuel Agnelli umile e delicato, con armonizzazioni vocali degne dei migliori Low ( ammesso che ce ne siano “dei peggiori”). Musicalmente siamo dalle parti di certo cantautorato intimista americano, tra Iron & Wine e il Sufjan Stevens di Seven Swans, ma in questo caso più che mai interessa davvero poco. Quello che conta è che qua dentro c’è musica di quella con la M maiuscola, capace di farti sentire brividi lungo la spina dorsale, di farti tremare e poi renderti felice. Per quanto mi riguarda, resta un velato senso di frustrazione al pensiero di dove questo disco dovrebbe arrivare e probabilmente non arriverà mai.
Almeno voi, fate quello che dovete.
(Carlo Venturini)


Nel farvi i nostri migliori auguri di buone feste, vi lasciamo con la pagina MySpace ufficiale di Atterraggio Alieno, dove potrete ascoltare alcuni brani in streaming e richiedere il cd. Buon ascolto, e buone feste!

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