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Elections for Dummies

E così siamo arrivati alla fine. Non so se vi sia mai capitato di sintonizzarvi su canale5 dopo il tg5 delle 13, ed assistere a quei cinque- dieci minuti di puro delirio mediatico berlusconista costituiti dalla trasmissione "Secondo Voi" (o "Secondo Lui"?), condotta dal sedicente Paolo Del Debbio (attenzione: d’ora in avanti ci riferiremo al suddetto chiamandolo col nome, più consono, di "Del Dubbio"). Ebbene, tratta(va)si di una trasmissione basata su sondaggi, interviste alla gente comune (?) e cose del genere in riferimento a fatti politici o di cronaca: il signor Del Dubbio non ha mai dimostrato alcuna libertà intellettuale nei confronti del pensiero unico padronale imperante (almeno, per quanto mi riguarda così è), ma ultimamente la sua trasmissione ha cambiato… come dire, "contenuto". "Secondo Voi" è diventato un vademecum per l’elettore, per preparare (o indottrinare, ma tanto per qualcuno fa lo stesso) gli elettori alla sfida delle elezioni politiche 2008: educazione elettorale. Si è parlato di legge elettorale, cercando di spiegare come funziona, di sbarramenti, di Senato e Camera dei Deputati, e tante altre cose invero anche utili. Oggi ci si è soffermati sulla questione (ormai annosa quanto mitica) della chiarezza delle schede elettorali: quello innalzato dal signor Del Dubbio è un monumento alla pazienza, alla calma, alla compostezza ed all’attenzione… ovviamente, richiesti a chi deve mettere questa benedetta crocetta. Gli intervistati non si sono scomposti più di tanto, e tra chi ha dichiarato di difficile decifrazione le schede elettorali e chi ha detto di non capirci assolutamente nulla, è spuntata un’anziana signora impellicciata che è sbottata con un "ma non siamo mica tutti idioti noi anziani, eh!". Ma la chicca è stata questa: "il voto è un diritto ed un dovere, costituisce il momento più alto della democrazia e non si deve mancare all’appuntamento" (citazione più o meno letterale, ma il senso era questo). Dopo aver sentito questa frase, ho subito ripensato al buon vecchio referendum sulla procreazione assistita, boicottato da vescovi e servi di vescovi, e non uno spazio televisivo che invitasse l’elettore ad esercitare il suo sacro diritto/ dovere. Quindi, ne deduco, esistono elezioni di Serie A ed elezioni di Serie B. Ma alla fine il punto non è questo. Ho l’impressione che qualora, complice l’idiozia mentale italiota, i berluschini dovessero vincere queste elezioni… bah, diciamo che se Mangano non fosse già morto magari ce lo ritroveremmo a capo dell’Antimafia o alla guida del CSM, oppure ancora impegnato a revisionare e riscrivere i libri di storia. Sotto forma di pizzino, ovviamente, per educare l’alunno fin da piccolo alle forme comunicative di questa triste italietta sempre più berlusconiana. Alla fine aveva ragione Moretti nel suo "Caimano": comunque vada a finire, Berlusconi ha già vinto, perchè è entrato nella nostra testa. Un uomo senza alcun rispetto per le istituzioni (la vicenda Napolitano e la logica del "non spartisco il bottino con nessuno" lo dimostrano) nè per gli altri, nè tantomeno per le regole del vivere civile. Un monopolista. Un maleducato, inelegante, incolto, arricchito signore che non si capisce come possa esercitare tale e tanto fascino sugli italiani… a meno di ammettere che siamo una massa di lobotomizzati. (e adesso non rompete per le parole "pesanti", perchè se metà degli italiani due anni fa erano "coglioni" niente mi impedisce di pensare che l’altra metà oggi possa essere costituita di "lobotomizzati"… o no? Comunque abbandono subito il campo di battaglia scelto dal padrone e torno sul mio… ma l’invettiva era d’obbligo!)

E però, nel mio piccolo, io una soluzione per le schede elettorale l’ho trovata. Voi che ne dite??
Così avremmo di sicuro meno confusione… e poi, volete mettere quanto gioverebbe alla velocità degli scrutini??

Vabbè, intanto siamo agli sgoccioli. Votate, a parte gli scherzi, perchè il voto è soprattutto un dovere, verso se stessi e verso gli altri, verso questo nostro sciagurato paese. Esercitate il vostro senso di responsabilità. E poi, è l’unico modo che abbiamo per impedire il tracollo.

13 Risposte a “Elections for Dummies”

  1. ecco, letto adesso il tuo contributo. che dire.. triste e divertente allo stesso tempo, un po’ rassegnato un po’ speranzoso. la cosa più difficile è far vedere e ricordare alla gente le incoerenze, come sulla questione del voto (oggi è utile quindi sacro diritto/dovere va bene, ma ieri? e domani?).

    tommaso

  2. @Tommaso: esatto, proprio quello che volevo far emergere. Ormai le contraddizioni sono all’ordine del giorno, ed ho la sensazione che si tenda a far sempre meno attenzione a cosa ci viene propinato. Comunque in effetti anch’io mi sento un pò rassegnato e un pò speranzoso, quindi questo post mi assomiglia: e guarda caso, è un atteggiamento contraddittorio! :))

    (nessuno è immune!!)

  3. Non mi sono ancora ripreso, e principalmente per la batosta raccattata dalla Sinistra Arcobaleno… non che potessero vincere le elezioni, ovvio, ma quel misero 3% mette i brividi, e oltretutto lascia senza rappresentanza tutta una bella fetta di Italia (molto più cospicua di quella che poi ha effettivamente votato SA). Che dire? A me il risultato del PD non sembra questa gran “vittoria”, a meno che la corsa non la facessero davvero su Bertinotti e Co., come ironizzava ieri sera Crozza a Ballarò. L’idea di inseguire il centro (con una certa dose di acquisito conservatorismo) secondo me non ha funzionato. Del PD apprezzo il riconoscimento che in questo paese serve una dialettica nuova tra le forze in campo, anzi, serve UNA dialettica, e che sia diversa, reale, non basata sull’opposta incomunicabilità. Mi resta il dubbio che la strada per raggiungerla sia quella di virare così smaccatamente a destra, e penso peraltro che anche da sinistra sia possibile giungere da qualche parte in questo senso, senza necessariamente diventare tutti centristi. E qui arriviamo al dato di fatto che mi fa stare tanto male: la sinistra, ahinoi, s’è proprio suicidata a queste elezioni, perchè questa “nuova strada” non l’ha saputa trovare. Ho paura che, finchè non si fanno fuori i vari tipi che già ricominciano a parlare di ripartire dalla falce e martello (dimostrando doppia cecità:”errare humanum est, perseverare”…), non si arriverà da nessuna parte. Alla SA non ha giovato il discorso del voto utile, sicuramente, ma la verità è che la nostra parte politica non è stata in grado di leggere la realtà, e se per cambiare il mondo innanzitutto occorre capirlo direi che siamo messi proprio male…

    Speriamo che diventi l’inizio di una rinascita, ma per ora i primi segnali non mi confortano. Quindi, sottoscrivo la tua tristezza ed il tuo fastidio.

    Ciao!!

  4. Io credo che l’astensione sia un gesto politico degno, se usato con cognizione di causa. Per quanto riguarda i referendum, essi vengono proposti su iniziativa popolare ed è per questo che sono soggetti al raggiungimento di un quorum: sta ai promotori del referendum dimostrare, attraverso lo strumento del quorum, che il referendum da loro promosso interessava in effètti la maggioranza degli aventi diritto al voto. Non è quindi possibile paragone i referendum alle politiche o alle amministrative, perchè in queste ultime, potenzialmente, ci si potrebbe autocandidare, se proprio non si trovasse alcun soggetto politico in cui riconoscersi, tra quelli in gara, mentre per i referendum il discorso cambia, tant’è vero che pure le spese elettorali, se il referendum non raggiunge il quorum, sono a carico dei promotori.

    ps: ho trovato inelegante la definizione “servi dei vescovi”, perchè lascia intendere che nessuno, tra gli astensionisti, abbia potuto maturare la propria scelta attraverso motivazioni a proprio dire plausibili: è un’offesa all’autonomia delle intelligenze di persoeo che non si conoscono, insomma…un arbitrio.

  5. Beh, in realtà con l’espressione “servi di vescovi” mi riferivo non tanto all’elettore comune, al cittadino ignoto, quanto ai vari personaggi più o meno sinistri che affollano le tv, i media, le tribune politiche e i luoghi del potere, che, lo ricordo molto bene, hanno propagandato l’astensione. Mi dispiace che ti sia sentito offeso, ma questo, e lo scrivo per rispetto delle mie idee, non mi impedisce di pensarla in questo modo. 🙂

    Detto ciò, riconosco che il paragone tra referendum ed elezioni politiche possa essere teoricamente improprio, sebbene ritenga che per una seria educazione all’esercizio della democrazia si dovrebbero fornire al cittadino i mezzi per agire coscientemente, e non per essere “manovrato” più o meno consapevolmente: la mia polemica era diretta in effetti verso il disinteresse mostrato dai media che, seguendo l’onda della politica, hanno scelto di non dare adeguato risalto ai quesiti referendari ed alle loro motivazioni. Uno dei pochi giornali che si è speso per illustrare non solo l’esistenza del referendum ma la sua sostanza è stato “la Repubblica”: per il resto, o si scriveva (e si diceva, e si mostrava, ma più raramente) che il referendum avrebbe avuto come fosse un impaccio ad una giornata da passare in gita fuori posta, o si taceva. Quindi è vero, la gente non è affatto obbligata a presentarsi ad una consultazione referendaria, e se il referendum non raggiunge il quorum le spese sono a carico dei suoi promotori, ma, visto che parliamo di educazione alla democrazia, di “nuova cultura”, cominciamo col dare un senso alle parole, e quindi con il permettere alla gente di sapere, conoscere, decidere, cosa che a mio avviso non è avvenuta ormai tre anni fa in occasione della consultazione citata. Quindi quella era una polemica rivolta principalmente verso i poteri mediatici, politici e, ovviamente, religiosi, che hanno boicottato il referendum in questione sminuendone la portata e impedendo di fatto ai cittadini di “sapere, conoscere, decidere” circa una questione di primaria importanza come la procreazione assistita e la ricerca scientifica.

    Ma per venire al nocciolo della questione ti dirò, qualcuno che s’è astenuto coscientemente ci sarà certamente stato (non lo nego davvero, e in fondo c’erano un sacco di comitati pro-astensione, idea per me discutibile, ma la accetto); il problema sono tutti gli altri, astenutisi solo perchè malamente a conoscenza della problematica, o convinti dell’inutilità del referendum. Convinti da chi? Ovviamente dai soliti noti. Spero di esser stato esauriente.

    Ciao!! 🙂

  6. no aspe’ hias non mi dire che anche tu credi a questa storia che il pd ha fatto campagna contro la sinistra arcobaleno?

    anche se sto rimuovendo tutto con metodo mi sembra di ricordare che fosse bertinotti a sparare bordate contro veltroni e non viceversa, anche diliberto intervistato ieri si è lamentato perchè bertinotti non è stato abbastanza cattivo con il pd e così ha perso l’elettorato. gli analizzatori di flussi elettorali dicono che il voto utile ha inciso solo per il 20-15% (che non è poco ma non spiega il tracollo verticale) sui voti che mancano all’appello. 25-30% alla lega al nord e il 50% hanno preferito non votare. voglio dire che quelli che sono rimasti delusi o schifati dalla condotta della sinistra radicale a maggior ragione non hanno votato per il pd. io credo che i dirigenti del pd sapessero di non poter contare troppo sui voti della sinistra arcobaleno.

    vorrei che veramente la sinistra cercasse di capire cosa non va nel suo approccio alle tematiche del lavoro (perchè è su quello che la sinistra ha fallito e ha perso l’elettorato di riferimento). alcuni vorrebbero far passare l’idea che è colpa del pd. ma questo oltre a eludere il problema centrale che sta alla base della perdita del consenso, divide ancora di più l’elettorate e taglia le gambe a una futura possibilità di vittoria.

    anche perchè quello che oggi è un voto utile al pd domani tornerà alla sinistra arcobaleno, è il voto dato all lega nord che dovrebbe preoccupare di più perchè è la spia di un cambiamento culturale profondo. perchè i lavoratori del nord intepretano la politica della sinistra e dei sindacati come contraria ai loro interessi? o cmq tale da portare sviluppo e ricchezza nemmeno alle classi che vuole proteggere e favorire?

    cmq non so dove hai sentito che il pd ha avuto il successone che dici.. a me è sembrata una bella sconfitta. perchè i voti presi a questa tornata alla sinistra radicale appellandosi al senso di responsabilità torneranno indietro e non c’è da farci affidamento, ma sono i voti che non sono arrivati, quelli del centro in particolare dell’udc e di forza italia, che indicano che il pd ha fallito nella sua missione, cioè non è riuscito a porporsi come alternativa valida anche per l’elettorato di destra e unire tendenze diverse in unico progetto. l’unica cosa che è riuscito a fare è stata compattare i voti di margherita e ds. ora sicuramente qualcuno dirà che bisogna dividere di nuovo i partiti perchè la margherita avrebbe potuto erodere l’elettorato dell’udc più efficacemente del pd. e ci starebbe.

    secondo me il pd ha proprio toppato.. del resto ti ricordi, lo dicevamo già prima che divenisse realtà.

  7. A parte che, come al solito, non ho capito bene chi sei, sebbene, come al solito, abbia una mezza idea…

    Ma dove avrei scritto, di grazia, “che il pd ha fatto campagna contro la sinistra arcobaleno”??

    Semmai mi sembra di aver detto che il problema è tutto della sinistra, incapace di leggere la realtà e di fare proposte veramente alternative, che non siano la “costituente anticapitalista” o la ristampa delle bandiere con falce e martello gialla su sfondo rosso…

  8. naturalmente non l’ho fatto a posta di non scrivere il nome, me ne sono dimenticato, tutto qui. sono tommaso.

    sì forse ho dato al tuo post un significato polemico che non aveva, è che sono divenuto allergico al vittimismo di certa sinistra, specialmente perchè abbiamo perso, e specialmente perchè se rimarremo ostaggio di queste meschinerie non vinceremo mai. e conoscendo crozza penso che dietro quell’ironia si nascondesse una sostanziale adesione alla spiegazione ufficiosa del naufragio elettorale. tutto ciò che porta livore e recriminazione a sinistra anche solo a mezzo di una risata (amara) tra fratelli figli della stessa diaspora mi rivolta lo stomaco. sono anni che questi signori coltivano il loro elettorato giocando sulla contraddizione tra puri (prc etc) e inclini al compromesso (ds). a ogni tornata elettorale viene forgiato un nuovo epiteto dispregiativo, centristi o riformisti o non so cos’altro. tutto questo invece di imparare a lavorare insieme, cosa che, date le circostanze, è una scelta obbligata. la contraddizione è insanabile solo nelle loro teste. il miracolo che non è venuto da loro è riuscito alla lega, che ha conciliato perfino la tessera d’iscrizione alla cgil con il voto al carroccio.

    io non amo le rese dei conti, anche perchè se si fanno sul serio non si salva nessuno.

  9. @Tommaso: Beh, forse la mia citazione di Crozza è stato un passaggio infelice, in mezzo ad una discussione che voleva essere un pò più… “seriosa”. Da parte mia, non posso non annotare (e l’ho sempre fatto) i clamorosi errori commessi dalla sinistra prima, durante e (ahinoi) anche dopo questo disastro elettorale, e non posso che concordare con te quando dici che “la contraddizione è insanabile solo nelle loro teste”: questa retorica del “puro” contro il “venduto” alla fine non conduce da nessuna parte, voterei con più determinazione a sinistra (Sinistra Arcobaleno, o quel che sarà) se leggessi nei programmi cose serie piuttosto che parole, parole, parole oltretutto prese di peso da un’altra epoca, e, ahinoi, del tutto inadeguate per la nostra (“Costituente anticapitalista”…). Insomma, e devo averlo già scritto: si può restare a sinistra, per resistere secondo me non è necessario diventare tutti centristi, anzi, ma si riesce a farlo solo a patto di preservare la capacità di “leggere” la realtà, che poi è la premessa per ogni azione di tipo critico sulla realtà stessa. Se ci pensiamo, anche l’analisi fatta da Marx era ovviamente relativa ad un certo tipo di società, “leggeva” questo reale e proponeva alcune soluzioni: la “prassi rivoluzionaria” era un passaggio successivo. A me non piacciono le parole d’ordine, e mi sembra che se ne facciano un pò troppe, anche a sinistra. Si tornasse ad esercitare una critica seria, sarei il primo ad esser felice. Ma non si fa. E’ più facile parlare per slogan. Mi duole scriverlo, perchè non vorrei mai che questo fosse vero, ma per me è così: ci tocca farci dire da personaggi che passano l’estate sullo yacht o al Billionaire che “siamo lontani dalla gente comune”!! E il grande problema è che secondo me la gente comune, complice anche il “grande indottrinamento”, finisce per crederci. Bah, le “onde tristi” mi stanno trasportando via anche stamani.

    E comunque, non credo che Crozza fosse in malafede con quella battuta, dai! 😉

    Ciao ciao!!

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