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Esce "May The Days Be Aimless", il nostro quarto LP!

May the days be aimless. Let the seasons drift. Do not advance the action according to a plan.
(Don De Lillo, Rumore Bianco)

 

Possano i giorni essere senza meta: un augurio, certamente. L’unico sbocco possibile a quanto fatto dal 2008 a oggi, con i passaggi de Il Perfezionamento dello Spreco e La Metafisica Degli Alberi. Non è così strano, se ci pensate un po’: viviamo in un mondo che maschera la sua intrinseca irrazionalità con un’elegante patina di buon senso, rigore logico e schiacciante raziocinio. Ma è razionale una società nella quale si discute animosamente (come si poteva leggere lo scorso agosto nell’edizione online del Guardian) dell’eventualità di fornire ai clienti dei fast food salvifiche pillole anticolesterolo di contorno ai cibi grassi, unti, di oscura provenienza e certo non così salubri prodotti da queste catene di ristoranti, e tutto questo mentre la grande maggior parte del pianeta muore di fame? Può darsi che fosse una provocazione; può darsi che si stia fraintendendo, o peggio ancora che ci stiamo comportando da ipocriti. Torna in mente Tony Blair all’indomani dei terribili attentati di Londra del luglio 2005, mentre tuona che “niente ci costringerà a cambiare il nostro stile di vita!”; torna in mente, nel nostro piccolo, anche il pezzo che abbiamo composto ormai un paio di annetti fa, La paralisi della critica: “Romeo, l’Idiota, Edipo, Faust? Uno psichiatra li curerà”. Come sempre, tocca ringraziare Marcuse per l’intuizione giunta in tempi non sospetti: oggi c’è una pillola per ogni malattia, per ogni stranezza e finanche innocua differenza. Adorno scrisse che “si è davvero amati solo laddove la nostra debolezza non provoca in risposta la forza”: esiste oggi un luogo del genere, che sia fisico o meno? Esiste una pillola che sia in grado di curare la sensazione di essere costantemente fuori posto, di non capire niente di quanto ci accada intorno? Probabilmente questo dischetto, che vede finalmente la luce dopo mesi difficili e qualche evitabile problemuccio tecnico, parla proprio di questo. È stato un lavoro lungo, durato quasi otto mesi nel corso di questo 2010, per il quale occorrerebbe ringraziare davvero molte persone, da quelle che ci sono state a quelle che, purtroppo, hanno dovuto dare forfait: da Simone Molinaroli, che ci ha concesso l’onore di recitare di persona i suoi versi in apertura dell’album e al quale siamo grati per la grande ispirazione che continuamente le sue parole forniscono, ad Andrea Agostini, che ha suonato la batteria nell’unico brano momentaneamente escluso da ogni tracklist a causa di problemi di “arrangiamento”; da Luca, Ivan e Irene, che hanno collaborato alla realizzazione del video di lancio per il singolo Lullaby, già pubblicato nell’omonimo EP uscito un paio di settimane fa in download gratuito sul sito della nostra net label Eosrec, e senza i quali nessuno di quei circa cinquanta palloncini sarebbe mai stato gonfiato, a Benedetta, che avrebbe dovuto prestare la sua voce in un paio di brani ma, a causa di difficoltà tecniche insormontabili, ha dovuto far slittare a tempi migliori questa preziosa collaborazione; e poi dovremmo nominare tutta quell’Arte, quella Poesia, quella Letteratura che ci hanno come sempre guidato nella composizione dei testi e delle musiche, da Pessoa a Majakovskij, da Brodskij ai Morphine, da Jackson Pollock alla letteratura giapponese al romanzo “Dialettica di un periodo di transizione dal nulla al niente” di Viktor Pelevin al quale abbiamo rubato metà del titolo e un paio di righe per una delle nostre canzoni, da Foster Wallace alla musica glitch, dai Low a certi splendidi luoghi che ci sono rimasti nel cuore. Come sempre, una lista infinita di ringraziamenti che però non ce la sentiamo di considerare inutili: senza tutto questo, senza l’intervento di tutte queste persone, noi non saremmo ciò che siamo e questa musica sarebbe molto diversa. In fondo, il sogno nascosto di tutto il nostro lavoro è far sì che un giorno anche solo uno tra voi possa considerare l’ascolto di un brano, di un accordo, di una frase di questi piccoli album realizzati con sudore della fronte, entusiasmo e totale artigianalità, come un momento che ha contribuito a fare di voi stessi ciò che poi siete diventati: a farvi cambiare. L’Arte deve tornare ad avere il coraggio di mostrare strade diverse, di farsi strumento di crescita e cambiamento, moltiplicatore delle differenze e dei punti di vista: non lasciarsi ottundere dalla musica più biecamente commerciale, dalle parole indifferenti che non fanno male e non bruciano se ti finiscono davanti agli occhi, da un paese che lascia ingoiare tutto dall’avanspettacolo con la stessa nonchalance con cui nasconde la propria polvere sotto il tappeto, e non solo la dignità, ma perfino il bisogno di dignità e la sensazione stessa di quel bisogno, un paese nel quale la critica va di pari passo con la presentazione delle collezioni di alta moda e il presente è una (brutta) barzelletta, dove ogni grido (di dolore, disperazione, rabbia, ragione) resta solo una minima increspatura sul mare del caos e delle musiche da organetto, un paese in uno stato transiente che conduce “Dal nulla al niente”. Occorre tornare ad essere in grado di non rinunciare a tutto ciò che ci rende umani, aprendosi a tutto ciò che è diverso: ci piace pensare che May The Days Be Aimless sia soprattutto dedicato a coloro che non vogliono rinunciare, che sentono con tutte le forze di voler riempire quel senso di incomprensione e isolamento, che sono stanchi di lasciarsi esistere senza poter stringere niente davvero tra le mani. O almeno, è così che ci sentivamo quando abbiamo composto questi testi e tirato giù le musiche.
Per tutti coloro tra voi che vorranno procurarsi questo album, sono molto orgoglioso di poter dire che, tramite la nostra net label Eosrec, potremo offrirvi copia del cd insieme al cd dei nostri “cuginetti” S.U.S.: troverete May The Days Be Aimless sulle bancarelle ai concerti del gruppo, insieme al loro Il Cavallo Di Troia. Fateci un saltino. Per chi invece non avesse occasione, c’è sempre la cara vecchia Posta Prioritaria: potete scriverci all’indirizzo mail [email protected] o contattarci su uno qualunque dei network ai quali siamo iscritti (MySpace, Facebook, YouTube). Il cd costa 5 euro (anche questa per noi è una novità, visto che fin qui abbiamo sempre distribuito gratuitamente i nostri album: purtroppo registrare, mixare, fare approssimativi mastering e procurarsi nuova strumentazione ha un costo discreto, ed è dura far fronte a tutto…), con un contributo di 1.50- 2 euro per le spese di spedizione (questo dipende dal peso del pacco… ne parliamo al momento della vostra richiesta), il tutto pagabile per adesso con un accredito PostePay. Presto sarà inoltre disponibile su MySpace lo streaming di Lullaby, e ricordatevi di scaricare Lullaby EP dal sito di Eosrec, se non l’avete ancora fatto! Per adesso siamo arrivati ai saluti, ma credo che sentirete presto parlare di noi… di nuovo! Ci sentiamo di concludere questa verbosa presentazione con un augurio, sempre lo stesso: ruminate, ruminate, ruminate!

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