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Il Mio Maggio


A tutti,

a quanti, spossati dalle macchine,
si sono riversati per le strade,
a tutti,
alle schiene sfinite dalla terra
e che invocano una festa,
il primo maggio!
Al primo fra tutti i maggi
andiamo incontro, compagni,
con la voce affratellata nel canto.
È il mio mondo con le sue primavere.
Sciogliti in sole, neve!
Io sono operaio,
è mio questo maggio!
Io sono contadino,
questo maggio è mio!

A tutti,
a quelli che, scatenata l’ira delle trincee,
si sono appostati in agguati omicidi,
a tutti,
a quelli che dalle corazzate
sui fratelli
hanno puntato le torri coi cannoni,
il primo maggio!
Al primo fra tutti i maggi
andiamo incontro,
allacciando
le mani disgiunte dalla guerra.
Taci, ululato del fucile!
Chetati, abbaiare della mitragliatrice!
Sono marinaio,
è mio questo maggio!
Sono soldato,
questo maggio è mio!

A tutte
le case,
le piazze,
le strade,
strette dall’inverno di ghiaccio,
a tutte le fameliche
steppe,
alle foreste,
alle messi,
il primo maggio!
Salutate
il primo fra tutti i maggi
con una piena
di fertilità, di primavere,
di uomini!
Verde dei campi, canta!
Urlo delle sirene, innalzati!
Sono il ferro,
è mio questo maggio!
Sono la terra,
questo maggio è mio!

(Vladimir V. Majakovskij)


Piccolo codazzo polemico
Ultime da Roma. Scusate, ma non posso proprio esimermi dal commentare l’ultima uscita (anzi, la prima) del neo sindaco di Roma (sic) Alemanno. Incredibile, è persino più divertente di quanto immaginassi! Il grande Architetto Alemanno ritiene che la teca che custodisce l’Ara Pacis sia da rimuovere in quanto "mostruosa": innanzitutto, è evidente come abbia appreso il linguaggio del padrone, che già un paio di anni fa si espresse in questi termini sull’opera. Peccato che l’autore sia l’architetto americano Richard Meier, uno dei più grandi ed importanti del mondo, noto per la progettazione di opere a bassissimo impatto ambientale ed in grado di "adattarsi" all’ambiente circostante: infatti, la luce che illumina l’Ara Pacis dentro la teca è luce naturale, e questo grazie alla progettazione dell’architetto. Ma d’altronde, in quale altro modo custodire il monumento? Il grande Architetto forse ha la soluzione, dato che vuole "spostare la teca in periferia" per ricoprire non si sa bene cosa: chi meglio di un manipolo di camerati può difendere l’Ara dalle intemperie, magari facendole scudo col calore dei propri corpi?
Ci sarebbe da piangere, se non mi venisse da ridere: ma capita solo perchè sono poco serio. Molto più serio è invece l’attacco sferrato dal grande Architetto al mondo "culturale" romano (romano e non solo), comprendente anche la "Festa del Cinema". Che dire? Saranno tempi bui.
Buon Primo Maggio a tutti!!!

P.S.: integro con una cosuccia che avevo dimenticato, e cioè la brillante risposta di Meier al riaccendersi delle polemiche sulla sua teca. L’architetto americano ha risposto così: "Alemanno?? Non so chi sia, ma se vuole ne possiamo parlare." Mito, e non ha nemmeno esagerato. Al suo posto, probabilmente, mi sarei prodotto in un iperbolico "ma chi cazzo è Alemanno?". Tempi bui. Di nuovo buon Primo Maggio a tutti!

14 Risposte a “Il Mio Maggio”

  1. Ciao Hias, sono quentin84.

    Pare che alla Festa del cinema vogliano piazzare Pasquale Squitieri, uno dei rari cineasti di destra esistenti che ha già brillantemente dichiarato che il nome “Festa del Cinema” porta jella…per la cultura (e non solo) ci attendono tempi bui, temo!

    Però guarda..sarà solo una mia pia illusione, ma se il centrosinistra avesse candidato sindaco Nicola Zingaretti anzichè Rutelli i risultati avrebbero potuto essere diversi visto il “voto disgiunto” che pare ci sia stato alla Provincia.

    Inutile rimuginare..questo Paese vuole andare a destra…non ci si può far nulla.

  2. Mi porti notizie nuove, non sapevo niente di ‘sto Squitieri (un motivo ci sarà, non credi?)… e che ci vogliamo fare!?

    Ciao vecchio mio, buon Primo Maggio!! 🙂

  3. Buon Primo Maggio anche a te, Hias!

    Sempre il neosindaco di Roma ha iniziato a promettere espulsioni di immigrati e sgombero di campi rom..peccato che non spieghi ancora dove vuole mandare queste persone che in maggioranza sono cittadini europei…

    Lo so, continuo a rimuginare, ma questa Italia mi delude sempre più.

    Ciao, amico mio!

    quentin

  4. Continua pure a rimuginare, e non smettere mai!

    Forse dovremmo tutti quanti seguire il consiglio di Nietzsche, il quale scrisse una volta che occorre tornare a “ruminare”, attività quanto mai desueta per l’uomo moderno, schiavo della velocità e del consumo. Questo è un libero spazio nel quale sarà sempre possibile “ruminare e rimuginare”, quentin, quindi puoi farlo senza problemi! 😉

    Per quanto riguarda i Rom, beh, sono curioso anch’io di vedere dove intende spedirli il grande Architetto… o magari c’è dietro un disegno: sposta la teca di Meier in periferia e ci mette sotto i Rom sgombrati dal centro di Roma. In periferia: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. E la tristezza e la sensazione di buio proseguono. Poi il bello è che la gente che vota ‘sti tizi non ci sta mai a farsi definire fascista o razzista, come in larga parte è, nè “spaventata” (ma nel senso deleterio del termine) e si appella sempre alla storia della sicurezza… come se la destra fornisse a priori più sicurezza delle altre parti politiche. Vabbè che con un manganello sono bravi tutti… ma lasciamo stare! Come te, e come ho già avuto modo di dirti, non capisco questo paese; a differenza di molti però, fatta la giusta dose di autocritica, dubito fortemente che sia tutta colpa mia…

    Torna a farmi visita, vecchio mio!

    Ciao! 🙂

  5. auguri ritardatari ma sempre attuali…

    su alemanno non parlo per tristezza e profondissimo fastidio… (ma perchè candidare qulla mozzarella ammuffita di rutelli cazzo?)

  6. E in effetti la scelta di candidare Rutelli mi lasciò basito, a suo tempo… ma dovessi dire perchè mai abbiano deciso di muoversi così, temo non riuscirei a trovare che risposte a me sgradite. Condivido la tua tristezza ed il tuo fastidio, non so che altro aggiungere.

    Ciao! 😉

  7. ho visto la teca l’anno scorso. ricordo la prima impressione che ne ebbi: una casa al mare in stile anni ’60. per il colore scelto, la geometria, il non so che, un gusto retrò, di intimità privata e understatement.

    non piace neanche a me, devo dire. non piace a nessun architetto di fama. la balustra copre la facciata della chiesa dell’ara pacis del Valadier (insignificante a dire il vero), e la fontana è stata assimilata (in modo calzante purtroppo) a quella di una stazione di 4 ordine. le geometrie quadrate e rettangolari cercano di riprendere il motivo della piazza in stile littorio, ma il senso d’estraneità resta.

    una teca così impegnativa sul piano stilistico (meier ha voluto lasciare la sua impronta, mentre per molti era meglio installare una teca integralmente di vetro) spezza l’unità monumentale col mausoleo di augusto adiacente di cui l’ara pacis è parte. l’ara pacis non è un monumento a se stante, e questo non si capisce molto bene, si rischia di decontestualizzare. unico momento di brivido: hanno inciso per intero il testo delle res gestae sul lato ovest(?) della teca. l’idea di mettere in mostra gli abiti di valentino nella teca poi risponde a un uso della cultura spettacolare che mi lascia tiepidino, e che si riscontra anche nell’architettura stessa della teca: tanti elementi estranei alla cultura architettonica italiana, e cmq inessenziali, d’ambiente.

    la luce all’interno è limpida e calda allo stesso tempo, la spazialità è chiara, dominata dalla luce naturale. però è anche chiaro che meier ha intepretato l’ambiente in modo molto marcato, ha costruito attorno all’ara una sinfonia di colori e rumori ovattati, e elementi architettonici che non dialogano bene con l’opera, ma che si sovrappongono ad essa. è un ambiente altro che ha un significato e una fruizione propria. tutti sappiamo che un’interpretazione invecchia. il significato storico dei monumenti no. non è indicato perdere questo a vantaggio di quella.

    detto questo io non la rimuoverei perchè le cose particolari che oggi sembrano un cazzotto in un occhio, diventano col tempo caratteristiche del paesaggio. come la chiesa che a pisa è abbarbicata sull’argine dell’arno e sembra lì lì per cadere da 700 anni. o, sempre a pisa, il battistero con quella forma a fiore di loto.. quanto sarà sembrato brutto insolito inappropriato ai contemporanei?

    i motivi di tanta ostilità all’opera secondo me sono politici e sono due principalmente:

    1. la destra romana non perdona alla sinistra di aver provveduto alla risistemazione di piazza augusto imperatore dovuta a mussolini e sintesi dello stile littorio. stanno esercitando il loro fantomatico diritto di prelazione di eredi spirituali, interpreti.

    2. la destra romana vuole difendere la visione architettonica del ventennio e promuovere una rinascita di una architettura magnificente. lo stile chiaro limpido, il senso di intimità che comunica quella teca, che effettivamente sembra una casa privata radical chic, con tanto di fontana zen all’entrata non è il massimo per rievocare e celebrare la grandezza di roma. loro vogliono un’architettura razionale che sia celebrativa. l’understatement anglosassone, e l’intimità del privato è quanto di più lontano essi pensano per un monumento pubblico che nasce per celebrare un altro monumento pubblico.

  8. (completo e firmo)

    insomma interpretare la tradizione è un rischio una responsabilità e un privilegio, ci vuole rispetto, antenne vispe, mille occhi, un tatto e una comprensione eccezionali per ciò con cui si lavora.

    Tommaso

  9. @Tommaso: che posso rispondere? Io l’Ara Pacis in effetti non l’ho visitata, ho solo visto qualche immagine e qualche filmato della teca e del monumento che custodisce. Ti dirò, contrariamente al parere di molti a me la struttura piace, architettonicamente parlando. Purtroppo, non sono in grado di rispondere nel merito delle questioni tecniche da te giustamente sollevate… ma magari qualcuno lo farà, non dimenticare che ho una ragazza studentessa di architettura! Sono in una botte di ferro… 😉

    Ad ogni modo, l’analisi sui “perchè” della polemica l’ho trovata decisamente interessante, e centrata, e concordo in pieno.

    Ciao!! 😉

    PS: aspettati una mia e-mail a breve. Ci sono novità.

  10. Buon primo Maggio. Anche se in ritardo, non importa, perché tutti i giorni dovrebbe essere u a festa dei lavoratori, non nella misura in cui si rimane a casa a riposarsi, ma nel senso che, ad ogni sorgere del sole, un operaio possa avere qualche garanzia in più di portare a casa la pelle, ed un giovane impiegato possa avere a fine mese la certezza di poter mantenere la propria posizione di lavoro valida e sotto la copertura di un contratto serio e duraturo.

  11. già, cmq dovrei rivederla. mi ricordo che ero arrivato molto ben disposto (forse perchè qualcuno a destra stava facendo troppa polemica), anche perchè ero nel pieno della mia ammirazione per i romani che riescono ancora a costruire nella loro città mentre noi non possiamo muovere un sasso. restai ugualmente deluso.

    chissà, magari oggi mi piacerebbe. certamente un po’ di stile ce l’ha, e crea una buona atmosfera, anche la piazzetta con la fontana di fronte è ben frequentata come un luogo d’aggregazione, in pieno stile museo anglosassone. è qualcosa di diverso dalla nostra tradizione ma non volgarmente invasivo che forse andrebbe conservato proprio in virtù della sua alterità. sono cmq un po’ scettico. ma infondo queste son finezze.

    il punto però è un altro: adottando un modello fiereramente riduzionistico non è accettabile che si spendano a bischero i soldi pubblici, del resto l’ara pacis è stata sepolta sotto terra per 1600 anni, può starsene sotto una teca brutta per altrettanti, con buona pace dei fascistissimi cultori della grandezza di roma antica. a qualcuno darà anche fastidio che abbiamo affidato un monumento celebrativo carico di storia a un americano demoplutocratico che, come tutti gli americani, NON PUò CHE avere una percezione aprospettica della storia.

  12. @Richmond: buon primo maggio anche a te, concordo perfettamente con quello che scrivi! La tragedia delle morti sul lavoro è qualcosa di inaccettabile nel 2008 in un paese che voglia dirsi civile e moderno.

    @Tommaso: beh, Meier non è certo il primo arrivato, un pò di stile dovrà pure averlo, la sua teca! 😉

    Inoltre, proprio come dici tu, non riesco ad immaginare le proporzioni dello sperpero di soldi pubblici a cui si andrebbe incontro se i propositi di Alemanno (e della destra romana) fossero portati fino in fondo.

    Chiudo solo accennando che il tuo discorso sulla visione aprospettica della storia tipica degli americani meriterebbe maggior spazio per essere affrontato… e mi rendo conto che un blog è un luogo un pò limitante (nonchè limitato).

    Ciao!

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