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Trivo, "Emoterapia"

Rocco Triventi è il pazzo visionario che si nasconde dietro al moniker Trivo, ovverò libertà a bassissima fedeltà. Emoterapia è il suo esordio sulla lunga distanza, 17 brani che sono l’elogio della libertà d’espressione, in cui Trivo condensa una creatività strabordante e visionaria.
Emoterapia come cura dell’anima, si legge nelle note, ma, verrebbe da aggiungere, anche come terapia della mente, tanti sono gli stimoli intellettuali che semina in testi surreali e intelligenti (nel senso letterale del termine).
Suona di tutto, dalle chitarre alle tastiere, da percussioni a svariati ammennicoli più o meno elettronici, e fa tutto da solo, lucidissimo onnivoro depravato in preda alla bulimia.
Quello che esce fuori è un disco che è un grido, una rivendicazione di esistenza, genuino, lontano anni luce dai circuiti musical-intellettuali che infestano il nostro piccolo mondo. Talvolta eccessivo, pieno di debolezze, consapevoli e non, proprio come ognuno di noi dovrebbe essere.
Ricorda i primi Eels, nei suoni e nell’approccio emotivo, con quelle atmosfere sempre pronte a ribaltarsi, anche all’interno dello stesso brano (La mia donna è un pagliaccio opulento), una sorta di Bugo dotato di un bel po’ di spessore in più. Capace di essere profondamente pop, sia pur nel suo modo storto e difforme e vi basti ascoltare Ho un gatto nel cervello per averne conferma. Oppure la sloganistica e bluvertighiana Ho bisogno di qualcosa di cui non ho bisogno. Eppure profondamente intimo e disperato, al limite della nudità, come nella tetra e splendida Nero, sorta di sghembo inno alla depressione. Persino epico e autorevole, nella bellissima Kisstarsky, strumentale dal sapore quasi post, messo là in fondo a chiudere questo disco, così fragile e bizzarro, scomposto e diverso, ma profondamente bello come solo le cose diverse possono essere.
Trivo, ribaltando la prospettiva dannunziana, riempie la propria arte di se stesso, senza celare nulla, donandoci la sua musica. Offrendo il suo essere. Non pugnalatelo. Abbracciatelo, piuttosto.

Carlo Venturini

Per chi fosse interessato ad un primo ascolto dell’album e a maggiori informazioni su Trivo, qui la sua pagina MySpace. Per scaricare l’album e ascoltarlo tutto, invece, trovate qui la pagina dedicata di Indieitalia. Buon ascolto a tutti!!

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