Dell’inestricabile dissidio tra immaginazione, verità e vita: “Il Maestro e Margherita” a teatro

L’amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpì subito entrambi. Così colpisce il fulmine, così colpisce un coltello a serramanico! Il Maestro e Margherita, opus magnum di Michail Bulgakov, è da sempre uno dei miei testi letterari preferiti: frutto di travagliate riscritture nel decennio che va dalla fine … Continua a leggere

Utopia, speranza e luce: “Exit West”

In una città traboccante di rifugiati ma ancora perlopiù in pace, o almeno non del tutto in guerra, un giovane uomo incontrò una giovane donna in un’aula scolastica e non le parlò. Per molti giorni. Lui si chiamava Saeed e lei si chiamava Nadia, e lui aveva la barba, non una barba folta, una barba mantenuta deliberatamente corta, e lei … Continua a leggere

A David Foster Wallace, un mio amico

Io arrivo sempre in ritardo. Non in ritardo agli appuntamenti, questo no: in ritardo sulle cose belle. Ho controllato, e posso affermare che è vero. Ad esempio, David Foster Wallace l’ho scoperto in ritardo. Per la precisione subito dopo la sua morte, probabilmente dopo aver letto qualche articolo su qualche giornale/rivista a riguardo della sua opera. Non è cosa infrequente: … Continua a leggere

Universi paralleli: “Gatto e Topo” attraverso “La linea d’ombra”

Solo i giovani hanno di questi momenti. Non intendo i giovanissimi. No. I giovanissimi, per essere esatti, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni in un ininterrotto flusso di speranza che non conosce pause né introspezione. Ci chiudiamo alle spalle il cancelletto della fanciullezza – ed entriamo in un giardino incantato. Qui perfino … Continua a leggere

Il lungo addio incontra Thomas Pynchon: “Vizio di Forma”, di Paul Thomas Anderson (2014)

“Ai vecchi tempi, Shasta poteva passare settimane senza far niente di più complicato di una smorfietta. Ora gli stava sciorinando davanti una complicata combinazione di segnali facciali che Doc proprio non riusciva a interpretare. Forse roba imparata a scuola di recitazione.” (Vizio di Forma, Thomas Pynchon, trad. it. Massimo Bocchiola, ed. Einaudi) C’è una sequenza di Vizio di forma, il … Continua a leggere

In memoria di David Foster Wallace (12/09/2008-12/09/2013)

Sono trascorsi ormai cinque anni dal suicidio di David Foster Wallace. Si può definire “amica” una persona della quale non si conosce altro che la parola scritta? I racconti, i romanzi, i saggi e i reportage giornalistici declinati in uno stile tutto personale? Mi sembra assolutamente ovvio considerare David Foster Wallace un mio amico, per quanto non lo abbia mai … Continua a leggere

“La Felicità Terribile”, di Andrea Betti

Innanzitutto, un buon 2013 a tutti. C’è stato un mesetto di pausa, tra questo post e l’ultimo pubblicato prima delle festività natalizie, mi rendo conto: è stato un periodo ricco di impegni e non si è ancora concluso, ma spero di riuscire a tornare presto ad occuparmi a tempo pieno di questo spazio (e con le tanto promesse novità musicali … Continua a leggere

In memoria di David Foster Wallace

Lei dice non m’importa se mi credi o no, è la verità, poi tu credi pure a quello che ti pare. Quindi è sicuro che mente. Quando è la verità si fa in quattro per cercare di farti credere a quello che dice. Perciò sento di non avere dubbi. Si rasserena e guarda dall’altra parte, lontano, ha l’aria furba con … Continua a leggere

“Cosmopolis”, di David Cronenberg

“Nessuno morirà. Non è questo il credo della nuova cultura? Verranno tutti assorbiti dentro flussi di informazioni” Cosmopolis: la città dell’ordine, la gelida armonia del raziocinio. Eric Packer è un ventottenne multimiliardario del Capitalismo dell’ultima ora, sommo sacerdote del cyber-capitale, l’estrema astrazione dell’economia finanziaria: in un giorno qualsiasi che qualsiasi non è, mentre il Presidente degli Stati Uniti, nient’altro che … Continua a leggere

Un saluto ad Antonio Tabucchi

Qualche anno fa, con in mano una copia di MicroMega, i primi articoli che andavo a leggere e rileggere erano i suoi (e quelli di Vattimo). E in fondo un po’ a lui devo anche la mia personale scoperta di Pessoa. Buon viaggio, pertanto. “Nostalgia! Ho nostalgia perfino di ciò che non è stato niente per me, per l’angoscia della … Continua a leggere