La bellezza nell’occhio di chi guarda: “The Neon Demon”, di Nicolas Winding Refn (2016)

Si può vedere The Neon Demon come manifesto programmatico di un’estetica: fin dai titoli di testa, Nicolas Winding Refn costruisce un filo rosso, il filo conduttore che terrà assieme le immagini per le quasi due ore di proiezione, proponendo una successione di pannelli illuminati da lampade a fluorescenza colorate su cui si stagliano i credits. The Neon Demon come cinema … Continua a leggere

Un corpo fragile come vetro: “First Man”, di Damien Chazelle (2018)

Il vero protagonista di First Man, opera di Damien Chazelle tratta dalla biografia di Neil Armstrong scritta da James R. Hansen, è un vetro: un vetro sottile, una presenza che è insieme un’assenza, una barriera quasi impercettibile ma sempre presente. È il vetro della sala nella quale il primo uomo sulla Luna, tenuto in quarantena al rientro dal più incredibile … Continua a leggere

Il trionfo del Cinema: “L’Atalante”, di Jean Vigo (1934)

Jean Vigo è un nome che, pronunciato oggi, appare ad un cinefilo quasi come un sinonimo della parola Cinema: ma le cose non sono sempre andate così. Vigo scomparve prematuramente all’età di soli 29 anni per l’aggravarsi della sua tubercolosi: le condizioni di salute del cineasta precipitarono nel 1933 anche a causa delle riprese condotte sui canali fluviali attorno a … Continua a leggere

Di luoghi e cammini: “5”, nuovo album dei Werner

Se la memoria non m’inganna, prima d’ora non ho mai scritto a proposito di un disco ancora non uscito: inutile dire che mi riempie d’orgoglio pensare che i Werner abbiano scelto proprio me per questo ascolto preliminare del loro nuovo lavoro. Per chi frequenta queste pagine, il moniker Werner non è certo una novità: la band pistoiese dipinge musica di … Continua a leggere

Sentieri nel ghiaccio: “Way To The Ice”, il nuovo album dei Werner

Nel 1974 Werner Herzog, autore cinematografico capofila del Nuovo Cinema Tedesco (assieme a Wenders, Fassbinder e molti altri, che conoscerete senz’altro se siete frequentatori assidui di questo blog), intraprende un curioso (e apparentemente insensato) viaggio a piedi da Monaco di Baviera, dove risiede, a Parigi, dove la studiosa di cinema Lotte H. Eisner, che tanto si spese per il giovane … Continua a leggere

Considera l’aragosta: “The Lobster”, di Y. Lanthimos (2015)

Schizofrenie della distribuzione cinematografica all’italiana (delle quali a lungo si è discusso, su questo blog): il film vincitore del Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes che appare in cartellone per un giorno soltanto, almeno nella mia città. Questa volta il caso (la fortuna?) ha voluto che riuscissi a beccarlo al volo, e si sa com’è: le occasioni diventano sempre … Continua a leggere

La cognizione del dolore: “Mia Madre”, di Nanni Moretti (2015)

A quattro anni circa da Habemus Papam giunge l’ultima fatica cinematografica di Nanni Moretti, Mia Madre, dodicesima della sua carriera, e presentata in concorso a Cannes nella “folta” truppa italiana, che comprende anche i nuovi film di Matteo Garrone (Il Racconto dei Racconti) e Paolo Sorrentino (Youth, per il quale personalmente nutro un po’ più di curiosità rispetto all’altro). Chissà, … Continua a leggere

Il viaggio, la memoria, la parola, l’amore: “Paris, Texas”, di Wim Wenders (1984)

Tra il 1977 e il 1982, forte del successo de L’Amico Americano, Wim Wenders compie il grande salto: con il supporto di Francis Ford Coppola, inizia a girare il suo primo film completamente prodotto negli States. Il film in questione, Hammett, è ispirato a un episodio realmente accaduto nella vita del detective e scrittore di gialli Dashiell Hammett: Wenders lavora … Continua a leggere

Il lungo addio incontra Thomas Pynchon: “Vizio di Forma”, di Paul Thomas Anderson (2014)

“Ai vecchi tempi, Shasta poteva passare settimane senza far niente di più complicato di una smorfietta. Ora gli stava sciorinando davanti una complicata combinazione di segnali facciali che Doc proprio non riusciva a interpretare. Forse roba imparata a scuola di recitazione.” (Vizio di Forma, Thomas Pynchon, trad. it. Massimo Bocchiola, ed. Einaudi) C’è una sequenza di Vizio di forma, il … Continua a leggere

Volere Volare: “Birdman (o L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)” di Alejandro González Iñárritu (2014).

Signore e signori, questo prologo non è dell’autore. Certo egli si meraviglierà nell’udirmi. La tragedia di cui ci ha affidato le parti ha uno svolgimento assai delicato. Vi chiederò pertanto di aspettare la fine per pronunciarvi nel caso non foste soddisfatti del nostro lavoro. Ecco la ragione della mia richiesta; lavoriamo molto in alto e senza rete di soccorso. Il … Continua a leggere